Adolescenti vintage

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Alessandra

Eccomi qui, ad una festa di carnevale degli anni ’80.
Costume da sciantosa, questa foto rappresenta proprio come vedevo il mondo allora: feste, risate, amici.
Sciantosa con un cuore rock, aspettavo che mettessero i Rolling Stones o Tina Turner, che erano le mie passioni, per ballare scatenata.
Col gruppone di amiche si usciva tutte insieme e immaginavamo che il futuro sarebbe stato sempre così, con i nostri pensieri di indipendenza e libertà da qualunque vincolo.
Ci sembrava di essere molto moderne, ma se confronto gli orari e la libertà che hanno adesso gli adolescenti noi eravamo delle santarelle.
Io partecipavo a tutto quello che era creativo: corsi di teatro, pittura, decorazione, che probabilmente mi aiutavano nei momenti di crisi cosmica adolescenziale.
Devo dire comunque che ancora adesso, vergognandomi un po’, quando sento quelle vecchie canzoni ballo ancora come allora…
Breve bio: Alessandra è indubbiamente la più invidiata di tutte le amiche.
L’espressione dolce del volto e i tratti giovanili le sono rimasti cuciti addosso tali e quali nonostante per tutte noi sia accaduto un mutamento cutaneo. Non sempre in meglio. Essendo simpatica e gentile ahimè non si può non volerle bene.
Creativa, allegra e flessibile come un tempo, oggi mette in campo le sue doti con due ragazzi pieni di adolescenza, il mestiere di architetto, mille hobby ed un marito che per lavoro ha sempre viaggiato molto.
Pare che come madre, anche lei, sappia urlare come una belva, ma noi, facendo uno sforzo e pensandola preda di un raptus, non possiamo che immaginarcela tutt’al più mentre canta a squarciagola “I can’t get no satisfaction”!

 

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Adolescenti vintage

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Marco

Che poi l’adolescenza è mica una cosa facile, non è una malattia con un inizio e una fine. O meglio, se un inizio ce l’ha, non si può dire che abbia una fine certa. Per noi maschi medi, il mantenimento a tempo indeterminato di caratteristiche tipiche dell’adolescenza, permane fino a che non tiriamo gli ultimi. Magari, per esperienza, abbiamo capito che non ci dobbiamo fare accorgere, che non sta bene guardare con ostentazione tutti i culi di genere femminile che ci circondano. Ma lo facciamo di nascosto, si sappia.
Noi siamo come l’agente segreto che entra in un locale e registra tutte le uscite e le persone pericolose. Dopo cinque minuti in un posto, sappiamo taglia/forma e ubicazione rispetto al bancone, altro punto di riferimento, di ogni culo presente. Ed è per questo che se un mio collega maschio medio mi chiede “Scusa, sai dov’è il bagno?”. Io risponderò “A ore 3, dietro la 42/mandolino”. E lui capirà.
Ci piace anche fantasticare, ma non mi sento di dare spiegazioni. È roba che solo un sedicenne potrebbe capire.
Breve bio: c’è solo un aggettivo che ci viene in mente per lui: creativo.
Artista e scrittore. Mooooostruosamente modesto. Di quella modestia di cui solo i veri talentuosi si sanno rivestire. Scongiurato a destra e a manca perché si decida finalmente a scrivere un libro, nel dubbio noi ci siamo già prenotate una copia della prima edizione con dedica autografata. Ma se intanto volete sbirciare qualcosa della sua arte cliccate qui http://piratevision.jimdo.com/ e speriamo che non si arrabbi per la soffiata. Sssshhh!!!

Adolescenti vintage

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Sandra

Sono quella io? Non una ma due vite fa. Faccio fatica a riconoscermi eppure sì, sono io! Mi piacevano Matt Dillon, per la verità più Ralph Macchio, Vasco, i Pink Floyd ma anche l’arte…  unica vera superstite negli anni.
Non volevo avere figli. Volevo essere libera, stretta solo al fidanzato del tempo. Talmente legata da mettermi assieme a lui una catena di ferro attorno al collo, chiusa con un lucchetto le cui chiavi lanciammo nel Po. Bella idea, precursori del tempo e delle mode… grazie a Dio avevo genitori moderni io, ex sessantottini: mia madre dovette portarci dal fabbro per ridarci la nostra libertà. Se la sua lo avesse saputo il collare glielo avrebbe fatto col segno della mani sul collo!
Mi chiamavano Sicca perché tutti noi amici avevamo un soprannome ed io ero proprio così, alta e secca.

Breve bio: oggi Sandra è mamma di tre creature, amatissime, per le quali cerca a sua volta di essere moderna anche se ora il soprannome si è mutato in “vecchia”! L’arte le è rimasta appiccicata addosso, è felicemente sposata con un amore che dura da più di 20 anni. No, non è lo stesso della catena perché questo non ha bisogno di imprigionarla.

(E se volete sapere qualcosa in più della sua arte potete andarla a trovare su http://www.facebook.com/raffinieditoriallab)

Adolescenti vintage

Questa è una rubrica per uomini e donne coraggiosi, di quelli che non devono chiedere mai. Qui ci si mette a nudo perché attraverso il ricordo di certi fatti accaduti a noi (in un’altra era) possiamo guardare con indulgenza gli adolescenti di oggi. Insomma…le studiamo proprio tutte per sopravvivere eh?

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Massimo

L’adolescenza… il periodo in cui ti senti invulnerabile, quello delle emozioni più intense e delle esperienze più vere…

Breve bio: figlio di una maestra elementare, forse per questo usa un tono di voce sopra la media. Se vi telefona mentre siete in ufficio, non fatevi raccontare un segreto altrimenti tutti i colleghi del piano verranno a saperlo. Oggi non c’è particella di ossigeno che possa viaggiare per il paese senza che lui lo sappia. Anche quelle del bicchiere d’acqua gasata che state bevendo.
E chissà se quando se ne stava pigramente coricato sugli zaini degli amici avrebbe mai pensato di diventare un maratoneta da grande?