Solo per genitori

cropped-ben.jpg

C’era una volta un ragazzo di nome Ben.
Americano.
Lavorava in una tipografia.
Ma il negozio era di suo fratello maggiore, e non andavano tanto d’accordo. Così andò a trascorrere un po’ di tempo a Londra (beato lui che se lo poteva permettere….).

Durante il viaggio di ritorno ebbe un sacco di tempo per pensare, perché a Ben piaceva molto pensare e soprattutto perché il viaggio durò molti giorni.

Era il 1726.

Così gli venne l’idea di prendere un quaderno e cominciare ad annotare i suoi sforzi per diventare una persona migliore.
Sembra un consiglio da life coach, geniale no?
Preparò una lista di 13 virtù, fra cui operosità, giustizia, tranquillità e temperanza.
Il suo piano era di impegnarsi a turno su ognuna di queste, e per ogni fallimento avrebbe messo un pallino nero nel suo diario.
La sua strategia funzionò ed i pallini cominciarono ben presto a diminuire.
Soddisfatto del risultato Ben continuò ad usare questo metodo per tutta la vita.

Cari coach, potete copiare il suo metodo, perché pare proprio che funzionasse.

Il giovane Ben nel corso della sua vita realizzò parecchie genialate, fra cui, in ordine cronologico sparso:

  • inventò le lenti bifocali
  • la sedia a dondolo
  • il contachilometri
  • organizzò il primo ufficio postale
  • ideò l’ora legale
  • fondò il primo college
  • creò la prima scquadra di viglili del fuoco
  • fu il primo ad introdurre nei giornali le previsioni del tempo
  • scoprì che i fulmini sono energia elettrica e costruì il primo parafulmine
  • misurò la temperatura dell’oceano atlantico e scoprì l’esistenza della corrente del golfo accorciando così di due settimane la durata del viaggio dall’Europa all’America
  • allestì la prima biblioteca circolante, cioè portava i libri su un carro nelle zone più remote
  • lottò per l’abolizione della schiavitù
  • prese parte alla stesura della costituzione americana
  • fu scrittore, giornalista, editore, diplomatico, politico, scienziato, inventore
  • interrompo l’elenco non perché sia finito ma perché ho paura di tediarvi

Solo un pallino nero non riuscì mai a togliere dal suo diario, quello della terza virtù che aveva incluso nel suo elenco: l’ordine.
Continuava a ripetersi: “Ogni cosa ha il suo posto, ogni impegno ha il suo tempo. Ogni cosa il suo posto, ogni impegno il suo tempo….”

Aveva conquistato ogni altra virtù dell’elenco, ma la sua scrivania rimase sempre in disordine ed i suoi impegni confusi. Si racconta che i suoi documenti ed i suoi scritti preziosissimi giacessero ovunque, indifferentemente sul suo tavolo da lavoro o sul pavimento.

Sessant’anni dopo aver cominciato questa sua sfida dei pallini neri, ammise di aver fallito al riguardo del punto 3. E gli rimase questo rimpianto, perché disse che se fosse riuscito ad essere più ordinato avrebbe raggiunto più traguardi.

Credo che ad un certo punto abbiano smesso di chiamarlo Ben.
Dunque, Mr. Benjamin Franklin, riposa in pace, che di traguardi ne avevi già un bell’elenco.

Finale della storia:

Se tornando a casa troverete un po’ di disordine sulla scrivania del vostro beneamato adolescente, o se la sua stanza è un putiferio, beh, non fatevi ribollire la bile, pensate a Ben, molto probabilmente i vostri figli sono dei geni.

Dimenticavo, ovviamente non fate leggere questo post ai vostri figli!

Ringraziamenti:

  • ringrazio il mio bff (per dirla alla teenagers) per avermi mandato l’articolo originale da cui ho preso spunto
  • ringrazio Tim Harford per aver scritto il post sul disordine sul suo bellissimo blog, seguitelo, ma non dimenticatevi di noi
  • ringrazio Ben per essere rimasto disordinato tutta la vita perché mi offre un alibi per giustificare il mio imperante disordine davanti ai miei figli adolescenti! 😉
Advertisements

Mi piace

like

Cosa ci piace?

Ci piacciono le trasmissioni intelligenti.
I libri che fanno ridere con un tocco di ironia sulla vita.
La musica che ascoltano i nostri figli ma anche quella vintage.
I film che ci raccontano della vita.
Le feste che richiamano la gente a fare gruppo.
I giornali che non dicono le bugie.
L’arte che parla al cuore.
Le trasmissioni delle radio che resistono come avamposti di cultura.
E molto altro ancora…

Ecco cosa conterrà la neo nata rubrica “MI PIACE”.

like
15202634_324060064647963_7459859366638097309_n

Ed il nostro primo pollice all’insù lo diamo a Paolo Trincia ed alla sua trasmissione #MAI PIÙ BULLISMO in onda su Rai Due dal 23 novembre alle 23.15.

Non perdetevelo!!!

Epopea nello spazio… del divano (di Gregorio, l’inviato pigro)

005_salotto

Ebbene si, ogni qualvolta si parli di adolescenti si finisce con l’accennare alla povera bestia della quale loro sono i parassiti: il divano. Ma la realtà è ben diversa e l’errore dei profani (o degli adulti) è quello di considerare il divano, il sofà, un ammasso di piume d’oca accuratamente celate all’interno di stoffa lisa e buttate su una scricchiolante intelaiatura in legno, come un semplice membro della tappezzeria da salotto. In questo dispaccio de L’inviato pigro andremo a scoprire i segreti di questa entità ormai dimenticata dal Popolo che Dorme (o dagli adulti).

0925467 Warning Nota di programmazione: da questo punto di non ritorno in avanti il divano prenderà il nome in codice di “Tana”.

La Tana sembra un arredo a prima vista, ma se ci si siede sopra con la giusta inclinazione e con lo spirito votato al nullafacentismo cronico essa rivelerà la sua vera natura. Il Grande Antico, Ctulhu per gli adepti, creò millenni or sono dei portali tra la terra e il suo regno ultradimensionale, e scelse come piattaforme privilegiate proprio i divani. Egli crebbe nel tempo nutrendosi di tutto ciò che cade in questi portali invisibili agli umani, dai calzini abbandonati sotto i cuscini e mai più ritrovati, agli avanzi di patatine e popcorn che cadevano nelle fessure. Un giorno provò a mangiare gli stessi adolescenti, ma si rese presto conto che a lungo andare non sarebbe rimasto alcun adepto per onorarlo e decise di tornare agli snack e agli auricolari. Questa dieta ipercalorica gli ha permesso di centuplicare la sua massa corporea e il suo potere, e presto sarà in grado di uscire dalla dimensione in cui è imprigionato per conquistare la Terra e monopolizzare il settore delle vendite dei concerti degli One Direction. Eminenti studiosi ipotizzano addirittura una sua futura candidatura alle elezioni americane. Nei tempi passati la Terra era piena di paladini pronti a ergersi contro di lui, come le nonne e le madri, ma la determinazione di noi giovani ha avuto la meglio. Io stesso affermo con grande soddisfazione personale di aver onorato Ctulhu con le migliori offerte sul mercato: carte da briscola usurate ma reduci di grandi partite a scopone scientifico, smartphone precipitati giù tra le fessure della Tana in modalità silenziosa, biglie e dadi fortunati, interi pacchetti di mikado al cioccolato bianco, cartoline delle Hawaii e  di carta farciti del suo cibo preferito, ovvero il bacillococcus febbralis.

Come ricompensa, egli donò a noi giovani armi potentissime e mutazioni che hanno favorito la nostra evoluzione ad uno stadio di esseri superiori e dai grandi poteri mentali.

Il primo privilegio da lui assegnatoci fu un’armata di acari della polvere che ricopre il nostro corpo e divora qualsivoglia virus o organismo infetto. Presto capimmo che, pur garantendoci un’aspettativa di vita più elevata, egli debellò con la sua donazione le malattie che ci avrebbero permesso di saltare la scuola. Fanno eccezione gli adepti affetti da allergia alla polvere, che lo ringraziarono donandogli i termometri a mercurio che, nel frattempo, erano stati sorpassati da quelli digitali. Per quanto riguarda le mutazioni, egli intimò al divano di creare curve e fosse sulla sua superficie, in modo da modificare le nostre colonne vertebrali e renderci più temibili di Terminator grazie alla calcificazione delle nostre articolazioni.

Per finire, in nome del Grande Antico, rendo pubblica la locazione e l’aspetto del più grande portale a lui dedicato, il portale da cui egli uscirà una volta pronto, per prendere le redini della Terra… e dei concerti degli One Direction. Esso si trova presso la contea di Springfield. Il suo custode e guardiano è Homer Simpson.

Adolescenti vintage

marco-001

Marco

Che poi l’adolescenza è mica una cosa facile, non è una malattia con un inizio e una fine. O meglio, se un inizio ce l’ha, non si può dire che abbia una fine certa. Per noi maschi medi, il mantenimento a tempo indeterminato di caratteristiche tipiche dell’adolescenza, permane fino a che non tiriamo gli ultimi. Magari, per esperienza, abbiamo capito che non ci dobbiamo fare accorgere, che non sta bene guardare con ostentazione tutti i culi di genere femminile che ci circondano. Ma lo facciamo di nascosto, si sappia.
Noi siamo come l’agente segreto che entra in un locale e registra tutte le uscite e le persone pericolose. Dopo cinque minuti in un posto, sappiamo taglia/forma e ubicazione rispetto al bancone, altro punto di riferimento, di ogni culo presente. Ed è per questo che se un mio collega maschio medio mi chiede “Scusa, sai dov’è il bagno?”. Io risponderò “A ore 3, dietro la 42/mandolino”. E lui capirà.
Ci piace anche fantasticare, ma non mi sento di dare spiegazioni. È roba che solo un sedicenne potrebbe capire.
Breve bio: c’è solo un aggettivo che ci viene in mente per lui: creativo.
Artista e scrittore. Mooooostruosamente modesto. Di quella modestia di cui solo i veri talentuosi si sanno rivestire. Scongiurato a destra e a manca perché si decida finalmente a scrivere un libro, nel dubbio noi ci siamo già prenotate una copia della prima edizione con dedica autografata. Ma se intanto volete sbirciare qualcosa della sua arte cliccate qui http://piratevision.jimdo.com/ e speriamo che non si arrabbi per la soffiata. Sssshhh!!!

Liberamente tratto da “Gli sdraiati”

1055_001
(Non è stato difficile trovare un modello per l’illustrazione, ci è bastato girare lo sguardo verso il divano di casa…)

Eccola qui una delle nostre pagine preferite. E’ un piccolo gioiello.

Leggetela con calma e non perdetevi nessun dettaglio, assaporate ogni suono ed ogni odore. Immaginate di essere seduti nel salotto di casa di Michele Serra, mettetevi comodi…

Eri sdraiato sul divano, dentro un accrocco spiegazzato di cuscini e briciole. Annoto con zelo scientifico, e nessun ricamo letterario. Sopra la pancia tenevi appoggiato il computer acceso. Con la mano destra digitavi qualcosa sullo Smartphone. La sinistra, semi-inerte, reggeva con due dita, per un lembo, un lacero testo di chimica, a evitare che sprofondasse per sempre nella tenebrosa intercapedine tra lo schienale e i cuscini, laddove una volta ritrovai anche un würstel crudo, uno dei tuoi alimenti prediletti. La televisione era accesa, a volume altissimo, su una serie americana nella quale due fratelli obesi, con un lessico rudimentale, spiegavano come si bonifica una villetta dai ratti. Alle orecchie tenevi le cuffiette, collegate all’iPod occultato in qualche anfratto: è possibile, dunque, che tu stessi anche ascoltando musica. Non essendo quadrumane, non eri in grado di utilizzare i piedi per altre connessioni. 

Devo essere rimasto lì a guardarti un minuto buono. Cercando un capo e una coda in quel groviglio iperconnesso. A un certo punto ti sei accorto della mia presenza. Non ti sei voltato, hai mantenuto occhi e orecchie sui tuoi terminali e hai continuato a digitare. Ma hai sentito il bisogno di dirmi qualcosa, o meglio di biascicarmelo perché non potevi o non volevi sollevare più dello stretto indispensabile la mandibola accasciata sul petto. E di questo qualcosa ti sono grato: primo perché mi hai rivolto la parola, secondo perché hai diradato almeno per qualche giorno i miei presagi sull’inarrestabile degrado dell’umanità.

Mi hai detto: -E’ l’evoluzione della specie.

Vi è piaciuta? Io non ne ho mai abbastanza quando la leggo!

E se anche voi avete avuto la stessa sensazione… allora non potete perdervi questo appuntamento del Gruppo Abele: Michele Serra che leggerà dal vivo!

14670607_1331222880253611_5839295183737481784_n

Se volete saperne di più cliccate qui.

Adolescenti vintage

vintage_sandra-copy

Sandra

Sono quella io? Non una ma due vite fa. Faccio fatica a riconoscermi eppure sì, sono io! Mi piacevano Matt Dillon, per la verità più Ralph Macchio, Vasco, i Pink Floyd ma anche l’arte…  unica vera superstite negli anni.
Non volevo avere figli. Volevo essere libera, stretta solo al fidanzato del tempo. Talmente legata da mettermi assieme a lui una catena di ferro attorno al collo, chiusa con un lucchetto le cui chiavi lanciammo nel Po. Bella idea, precursori del tempo e delle mode… grazie a Dio avevo genitori moderni io, ex sessantottini: mia madre dovette portarci dal fabbro per ridarci la nostra libertà. Se la sua lo avesse saputo il collare glielo avrebbe fatto col segno della mani sul collo!
Mi chiamavano Sicca perché tutti noi amici avevamo un soprannome ed io ero proprio così, alta e secca.

Breve bio: oggi Sandra è mamma di tre creature, amatissime, per le quali cerca a sua volta di essere moderna anche se ora il soprannome si è mutato in “vecchia”! L’arte le è rimasta appiccicata addosso, è felicemente sposata con un amore che dura da più di 20 anni. No, non è lo stesso della catena perché questo non ha bisogno di imprigionarla.

(E se volete sapere qualcosa in più della sua arte potete andarla a trovare su http://www.facebook.com/raffinieditoriallab)

Educazione spartana… torna con il tuo smartphone o sopra di esso*

– Parte prima –

evoluzione

Le ore si susseguono una dopo l’altra, lente in modo offensivo per qualunque studente che si rispetti. Il moto del pendolo, descritto con ampi passaggi alla lavagna mi fa sorgere una domanda: sono io che mi annoio al banco senza un motivo  o è una caratteristica innata della prestigiosa casta a cui appartengo…gli adolescenti?

200.000 anni fa: Mammut, scuola di vita
Nelle vallate della Germania preistorica, quando lo smartphone sarebbe diventato un comodo attrezzo da cucina (mi vengono in mente il pestello e lo sbatti-carne), arrivava quel momento che, se rimasto in vigore tutt’ora, avrebbe anticipato la beat generation di almeno 350 anni: prendi la lancia e vai a caccia. Adesso non si pensi che fosse tutta questa pacchia poter impersonare Rambo nelle innevate foreste del Paleolitico. Uno può fare lo spaccone quanto vuole con una lancia in mano ma poi lo vede da solo che la tigre dai denti a sciabola che sta correndo verso di lui non ha proprio quell’espressione così espansiva e amichevole.

Tant’è che i Preistoric Teens dovettero sviluppare alcune tecniche venatorie professionali…o non proprio:

  • La mossa “Opossum Dott.House”: il fanciullo si fingeva morto o affetto da qualche malattia, come l’influenza mammuttina  o il morbo di Cro-Magnon, in modo da attirare il predatore con il consumo di meno calorie possibili.
  • La mossa “Sborone a.C.”: il cacciatore pubescente, armato con lancia e  torcia, correva incontro all’animale con fare serio e con una buona dose di sex appeal, sperando di impressionare la fauna locale con le sue movenza alla John Travolta. Spesso questa tecnica era relegata alle situazioni più disperate, fino a quando non scoprirono che i predatori più che scappare morivano dal ridere…letteralmente.
  • La mossa “Lo faccio domani”: per tutti gli antropologi la più diffusa al tempo dell’Homo Sapiens Sapiens, essa consisteva nel fingersi ammalati per non andare a caccia, soprattutto durante gli esami di fine Era Glaciale, quando i veterani professori chiedevano ai ragazzi di cacciare Mammut albini e Tigri dai denti a sciabola affette da idrofobia e sotto effetto di birre a lunga fermentazione.

– Gregorio, alza quelle chiappe molli dalla sedia e traslati alla lavagna per l’interrogazione di fisica, immediatamente! Prendi la calcolatrice e vai a far di conto!-, esclama la prof.

Oh no, e adesso che faccio? Pensa pensa pensa… ci sono! Opterò per l’“Opossum Dott.House”: classico, pulito, senza onta per la mia casata. Ma domani cercherò di simulare una colite nervosa di tutto rispetto, così rimango a casa.

– Fine parte prima –

*Alcune note:

-Per il titolo ho deciso di adottare una frase spartana riadattandola ai tempi: in origine era “Torna con il tuo scudo o sopra di esso”, ovvero torna vincitore o morto.
-Qualunque riferimento a persone o fatti reali è puramente casuale. Il professore è frutto di immaginazione…forse. Non indagate.

                                                                          Gregorio, l’inviato pigro 

Adolescenti vintage

Questa è una rubrica per uomini e donne coraggiosi, di quelli che non devono chiedere mai. Qui ci si mette a nudo perché attraverso il ricordo di certi fatti accaduti a noi (in un’altra era) possiamo guardare con indulgenza gli adolescenti di oggi. Insomma…le studiamo proprio tutte per sopravvivere eh?

vintage_massimo-copy

Massimo

L’adolescenza… il periodo in cui ti senti invulnerabile, quello delle emozioni più intense e delle esperienze più vere…

Breve bio: figlio di una maestra elementare, forse per questo usa un tono di voce sopra la media. Se vi telefona mentre siete in ufficio, non fatevi raccontare un segreto altrimenti tutti i colleghi del piano verranno a saperlo. Oggi non c’è particella di ossigeno che possa viaggiare per il paese senza che lui lo sappia. Anche quelle del bicchiere d’acqua gasata che state bevendo.
E chissà se quando se ne stava pigramente coricato sugli zaini degli amici avrebbe mai pensato di diventare un maratoneta da grande?