The “Interviù”: Elena

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Per sopravvivere ha comprato un cane e l’ha chiamato Amedeo.

Elena S. è una mamma alle prese con due figlie di 16 e 10 anni più un marito di mestiere ginecologo il quale sopporta i suoi consigli affatto basati su studi in materia.

Lei infatti e’ architetto ed insegnante oltre che madre di Vittoria e Carolina che in questa fase della vita le danno il “giusto” filo da torcere.

Quando non ne può più parla con Amedeo, lo porta fuori per un aperitivo felice ed appagata della sua silenziosa compagnia scodinzolante. Amedeo è infatti un bolognese, l’unica razza di cane che fa le feste ma non abbaia. Sorbole!

Ecco la sua “Interviù”!
  • In quale momento hai compreso che l’infanzia era finita?
    Ho capito che era finita l’infanzia quando Vittoria ha incominciato a mettere orecchini grandi come lampadari e diciamo… non rimaneva più chiusa in casa!
  • Descrivi le tue figlie in una frase
    Vittoria come tipo si può definire un vulcano, anzi è proprio “O Vesuvio”!
    Carolina invece è come una farfallina, però al momento vola ancora intorno al suo cratere.
  • Qual’è la cosa che fanno regolarmente e ti fa più arrabbiare di loro?
    Di Vittoria quello che mi fa perennemente arrabbiare è l’essere perennemente in ritardo. Sbaglia tutti i calcoli sul tempo e si vanta perfino di esser superorganizzata!
  • Qual’è la cosa che ti fa più piacere?
    La cosa che più mi piace è che mi racconta tutto. Non mi inganna, non è rancorosa. Un minuto dopo che ci siamo accapigliate… canta.
  • Quando ti capita di vedere in loro gli stessi atteggiamenti di quando erano piccole?
    Vittoria, mi ricorda i suoi momenti da bambina quando è euforica, saltella e ride a volte senza sosta.
    Carolina invece torna bambina quando si mette vicino a me la sera per addormentarsi.
  • Quando ti capita di veder in loro quei segni che sono i germogli dell’età adulta?
    I germogli dell’età adulta in Vittoria, li vedo quando talvolta diventa cinica sull’amore e sull’amicizia.
  • Le grandi liti sono dovute a…
    Le grandi liti scattano per il suo eccessivo volere essere autonoma, non accetta regole ne imposizioni.
  • Il modo migliore per rappacificarsi è…
    Ci rappacifichiamo davanti ad un kebab.
  • Da piccola diceva sempre:
    “Potagno” per dire cioccolato.
  • Ora dice sempre:
    “cazzomenefr…”
  • Appena transitata nell’età adulta ti aspetti che dirà:
    sicuramente che è stata una stupida e si è persa molto del rapporto con la sorella.
  • Il vostro we in quattro righe:
    Sabato Vittoria dorme fino alle 12 senza interruzioni, poi passiamo il pomeriggio a discutere di cosa farà il sabato sera, tutta una contrattazione. Il sabato sera sparisce. La domenica uguale al sabato, riposo assoluto fino alle 12 , pranza in coma e si chiude in camera facendo più o meno finta di studiare. La domenica sera però c’è la cena sushi e sono tutti felici!
  • Cosa ti auguri per loro, che sogni speri possano realizzare?
    Mi auguro per il loro futuro che diventino donne indipendenti psicologicamente e che vivano amando molto.

Grazie Elena per aver navigato con noi, ma prima di scendere lancia un salvagente:

L’adolescenza è una specie di malattia passeggera. In generale però è meglio rimanere sempre un po’ bambini.

Come diceva un tipo in gamba: stay hungry, stay foolish….forever! (Steve Jobs)

Madonna che mamma! (non quella di lassù ;-)

In Cina c’è un ME-RA-VI-GLIO-SO detto che tradotto dice più o meno così: ci vogliono due mani per fare clap……

La storia: la mamma si chiama Luise Veronica, il figlio si chiama Rocco. Probabilmente li avete già sentiti nominare.

Partiamo dall’inizio della storia. O meglio, partiamo dalla fine……No, no, no, partiamo da un punto a caso:

che mamma

Lei è una mamma triste perchè suo figlio quindicenne ha preferito andare a vivere col papà. E lei ha tutta la solidarietà delle mamme del mondo. E non è una frase retorica, lo dico dal fondo del mio cuore.

Una sera, come tutte le sere è triste. Si siede davanti al computer e pensando a Rocco decide di guardare le vecchie foto.
Così è ancora più triste. E cosa fa?
Fa come un quindicenne, posta una foto, un pensiero, faccine, cuoricini, hashtag.
 

A quel punto 1381, ripeto, milletrecentoottantuno persone scrivono un commento.
E 78000, gli zeri li avete visti giusti, settantottomila persone dicono mi piace.

Dunque 78.000 + 1.381 + gli astenuti… = un numero sicuramente maggiore di 80.000.
E’ come se tutti gli abitanti di Grosseto e comuni limitrofi contemporaneamente gridassero “belloooo”.

(Sicuramente mammina è abituata a numeri ben più grandi della ridente località Toscana, ma tanto basta in certi casi….)

Scusate tutti questi numeri ma Veronica ama la Cabala.

Dunque più di ottantamila persone hanno visto quella pettinatura che mamma Luise Veronica ha fatto a Rocco quando era bambino. In un’età che occhio e croce poteva variare tra i cinque ed i sette anni.

Adesso Rocco ha quindici anni e si vuole pettinare da solo a quanto pare.

“Durante l’adolescenza ci sono continue oscillazioni tra il desiderio di dipendenza e la ricerca di autonomia. Se un genitore fa pressioni poiché ha difficoltà a separarsi e ad accettare la crescita del figlio, tanto più il figlio sarà portato ad allontanarsi, che lo desideri o meno. È una “reazione” per non cadere in quella dipendenza che ancora desidera e da cui è attratto, poiché il suo sviluppo psicologico, mentale e della personalità non si è ancora realizzato”, fa notare la psichiatra Adelia Lucattini sulle pagine di un famoso quotidiano.

Sono sinceramente dispiaciuta per la cara Veronica, lo dico davvero, e come me anche tutte le altre mamme di adolescenti. Pensate per un attimo ad essere nei suoi panni.

Ma del resto la psico ci rassicura che è una cosa normale, che prima o poi bisogna lasciarli volare via dal nido ‘sti passerotti.

Né buttarli fuori dal nido, né tenerli dentro per forza…. ma neanche pettinarli in quel modo.

CLAP!

(Tra l’altro corre voce che nel frattempo abbiano già anche fatto pace, tranquilli!) :-*

La feria dolente

Qualche giorno fa un’amica blogger di grande esperienza ci ha dato un consiglio: il prossimo post deve essere un elenco!! Vanno tantissimo in questo periodo!!!!

Intendeva uno di quei titoli tanto realistici tipo 10 ricette buonissime da fare in un minuto, 5 consigli infallibili per vivere felici e contenti o 3 modi per fare ammettere a tuo marito che hai sempre ragione…… insomma questa formula che adesso va tanto di moda.

Allora ci siamo messe al lavoro.

Ci siamo chieste: qual’è uno dei problemi che in questo periodo dell’anno ci mettono più in crisi con i figli adolescenti?…………….Le vacanze!!!!!!!!!!!!

Cosa consigliare per evitare musi, mugugni e robe più selvagge, quando si comincia a parlare di ferie?
Facciamo un elenco, dai! Quanti punti? Almeno dieci consigli, deve essere utile a tutti, no?! Ok! Cominciamo!

…………………………………………………………………il nulla.

E cosa consigliamo allora?! Boh????

Abbiamo sentito ronzare un’ape…..E guarda cos’abbiamo trovato:

(giuriamo di non essere state pagate per fargli pubblicità, è proprio un consiglio spassionato, visto quanto è geniale la trovata!)

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E’ uno stile di vacanza tutto nuovo. Scegli l’attività che ti interessa, dove vorresti andare e quando. Il servizio propone corsi ed attività, associabili ad una serie di strutture. Perfetto per le famiglie!

Per sapere esattamente di cosa si tratta visitate il loro sito: www.staydo.it

Ve lo spiegherà il portentoso inventore, anche lui papà di due bellissime ragazze adolescenti (a proposito vorrei proprio chiedergli come gli è venuta l’idea….. ;-)) :

Tortino di salsiccia

Una madre sa per natura che i compromessi sono l’unica via d’uscita.

Arrivati alla famigerata età della portenza, o che dir si voglia della demenza, dovrà giocare di tattica.

Lasciar fare, impastare con loro o stupirli con una ricetta bizzarra in tavola è una strategia che funziona. Meglio se condita da una certa dose di risa. Se poi proprio non riuscite ad avere un atteggiamento leggiadro perché vi girano a mille… allora ridete istericamente.
In fondo se siamo capaci di piangere dalla gioia si potrà ben ridere dalla disperazione no?

Ecco a voi la prima ricettina portentosa:

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Ricettine portentose

ricettine copy

Che si tratti di maschi o femmine è cosa irrilevante. Più o meno è andata per tutti così:

A tre anni gli abbiamo comprato il grembiulino da chef ed il mattarello di legno perché si divertissero con noi a pasticciare in cucina.

Vedere le loro manine appiccicose di acqua e farina ci commuoveva più della puntata in cui Heidi lascia il nonno ed i monti per trasferirsi a Francoforte.

A sette il primo ricettario per bambini, perché, dopo aver buttato quantità immonde di pallottole di cibo, abbiamo iniziato a pensare che si poteva giocare e produrre anche qualcosa di vagamente commestibile.

In fondo era poi sempre il padre a dover ingurgitare felice ed ignaro il misterioso prodotto!

A dodici farli entrare in cucina per aiutaci anche solo ad apparecchiare può scatenare una lotta fratricida.

Frasi del tipo “Io metto i piatti ma lui porta le posate, i bicchieri e i tovaglioli perché i piatti sono molto più pesanti, ok mamma?” procurano perfino alla madre più basic del mondo una certa “soddisfazione” per il prodotto umano generato, oltre che un attacco d’ulcera tamponabile solo con doppia dose di Maalox.

A sedici, se entrano in cucina ti viene paura.

In questo caso, sopratutto se si tratta di esemplare maschio, o se il genere femmina è accompagnato dalla confraternita di amici il terrore si tramuta in certezza. Il branco è in grado di spazzolare ogni genere commestibile si trovi nel frigo, anche il più nascosto all vista, crudo o perfino scaduto!

Per non lasciare che i nostri amati sfidanti si abituino a divorare solo cibo spazzatura, diano fine alle nostre riserve in maniera selvaggia o peggio ancora perdano il piacere di pasticciare con le loro manone producendo una vivanda non eccessivamente mortale proponiamo le “ Ricettine Portentose”.

Se riuscite, chiudete gli occhi sulla montagna di piatti da lavare che vi rimarranno alla fine, sulla farina spiaccicata per terra, sull’albume colato nel cassetto e su vostra madre che come la frase “Zeus ti vede” si materializza nella vostra mente per ricordarvi che voi alla loro età non avevate bisogno di tanto coinvolgimento per diventare persone normali.

Ma sono altri tempi, quindi armiamoci di portenza e santa pazienza!

P.S. Le Ricettine Portentose sono semplici e veloci da preparare. Frutto di una paziente raccolta di piatti prodotti nelle cucine di famiglie di tutto il mondo munite di adolescenti con palati esigenti o vagamente alterati dallo stato psicologico in transito.

A breve, brevissimo, saremo in onda con la prima di una lunga serie!!!