Ci piace… star bene in classe!

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AugurAZZi!!!

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Festeggiamo pubblicamente con tutti voi il primo anno di vita!
Scrivendo al momento dalla Cina abbiamo seguito la tradizione locale. Secondo le antiche usanze asiatiche infatti ai bambini quando nascono si dà un appellativo temporaneo. Per il nome ufficiale  bisogna spettare qualche tempo, quando sarà  emerso qualche elemento sostanziale della personalità. 
Essendo rigorosamente “Made in China” Dementi & Portenti oggi, nel giorno del suo compleanno, riceve in regalo il nome proprio definitivo: AZZ! 
Si sa, i nomi creano sempre una qualche discussione tra parenti e amici… e noi non volevamo esser da meno! 
E il logo vi piace? Dalle nostre manine è uscito un cerchietto un po’ scentrato, a simboleggiare lo sconquasso che succede in famiglia quando dentro c’è un adolescente, un po’ come quando c’è un forte terremoto e l’asse della Terra si sposta di qualche grado. Ed infatti simboleggia anche un mondo, quello dell’adolescenza appunto, che ora affronteremo a 360 gradi, anzi dalla A alla Z, alla generazione Zeta, come vengono definiti dagli esperti i nati dalla metà degli anni ‘90 al 2010.
Ne avete uno in casa? AZZ!!! (Anche questa volta nel nome non potevamo sottrarci ad un po’ d’irriverenza! 🙂
Poi siccome le feste ci piacciono solo se son cariche di sorprese abbiamo impacchettato con l’aiuto di Giovanni, il nostro amico grafico, il sito con una veste nuova e variopinta, aggiungendo rubriche, fotografie, idee, e preziose collaborazioni. 
Lieti di annunciarvi infatti che dal prossimo mese, oltre ai dispacci di Gregorio, il giovane Inviato pigro,  avremo con noi anche Vittoria che con la nuova rubrica Pensieri urticanti punzecchierà i genitori dal suo punto di vista femminil-adolescente.
La neo nata rubrica Libera-mente contiene articoli seri, semi seri e decisamente faceti sulle esperienze che ruotano intorno al tema TEEN, scritti in maniera occasionale, ovvero senza una precisa cadenzialità poiché crediamo fortemente nel caos creativo!
Marzo è davvero un mese che si presta al caso nostro:
Segna la fine dell’inverno  che a noi della redazione piace ma siamo più tipi da infradito ad esser onesti.
Ospita la festa della donne che, al di là della commercializzazione, ci dà un altro motivo per celebrare le intelligenze femminili nell’universo, se poi ci regalate dei fiori cari figli siam ben contente.
Simbolicamente rappresenta tramite la primavera l’inizio della nuova vita adolescenziale.
Più di così?…. ed ora, godetevi la festa insieme noi! Non dimenticate di raccontare ai vostri amici di farci visita, più siamo più condividiamo, più impariamo!

The “interviù”: Simona

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Simona: ha il piglio di una ragazzina vestita da mamma.
Sarà la combinazione data dal caschetto di capelli rossi, dalla manciata di lentiggini sulle guance, dallo sguardo allegro e curioso con cui affronta la giornata a fare di lei un’altra mamma davvero ben riuscita!
Se non è al lavoro dove analizza e monitora il territorio come architetto urbanista la si trova a sfonar torte in cucina, immersa nella trama di un film, con lo zaino in spalla insieme al marito a camminar per  le città dell’Europa, o placidamente accoccolata sul divano a spartir attenzione alle sue due pelosissime gatte Neve e Milla. Davvero il caso di dire “Nomen omen”.
Infatti proprio nella scelta di chiamare le sue feline così sta  il segreto per crescere tre figli con sapienza ed equilibrio: passeggiare sul manto bianco per ricaricarsi di energia in inverno e quando non è possibile…..bere molta camomilla!

Ecco la sua “Interviù”!

  • In quale momento hai compreso che l’infanzia dei tuoi figli era finita?
    Gabriele ha 18 anni. Un giorno eravamo in auto e gli ho dato la mano come faccio da quando erano piccoli e stavano dietro sui loro seggiolini. Un modo per coccolarli e salutarli. Un giorno ho chiesto a Gabriele di darmi la mano e mi sono accorta che stavo dando la mano ad un uomo.
    Noemi ha 14 anni ed è la gemella di Giorgio. Il giorno in cui mi ha chiesto se poteva mettersi un po’ di mascara per andare a scuola, faceva la seconda media.
    Giorgio ha 14 anni ed è evidentemente il gemello di Noemi. Dormiva nel letto a castello al piano di sopra, al mattino lo facevo sempre scendere tra le mie braccia, era l’occasione per il primo abbraccio; un mattino non ha più voluto… era diventato grande
  • Descrivi ciascuno dei tuoi figli in una frase:
    Gabriele è un ragazzo dolce, serio e talentuoso: canta, suona, recita, ha imparato senza sforzo l’inglese, scrive bene, ottima memoria… Attento agli altri, ha da sempre un gruppo di amici del cuore. Ha un forte senso della giustizia.
    Giorgio è molto sensibile, un po’ chiuso, è molto creativo,  disegna bene, è un ottimo calciatore, ha da sempre un gusto e un olfatto molto accentuati che lo guidano nella scelta dei cibi. Ha un suo stile personale nel vestire.
    Noemi è una ragazza solare, sempre allegra e sorridente, molto socievole e aperta. Fa amicizia con tutti. E’ molto esigente con se stessa e con gli altri. Sportiva e giocherellona. Cerca sempre di fare in modo che tutti siano contenti intorno a lei.
  • Qual’è la cosa che fanno regolarmente e ti fa più arrabbiare di loro?
    Le cose per cui ci arrabbiamo maggiormente sono quelle per cui vengono sgridati ogni volta, ma sono completamente sordi alle nostre richieste. Ecco qui in estrema sintesi.
    Gabriele mangia in sala in nostra assenza – luogo in cui è vietato mangiare. Al nostro rientro troviamo sempre accanto al divano le tracce di questi suoi “spuntini”: piatti, bicchieri, bottiglie di bibita e cartocci di cibo immancabilmente vuoti 😉
    Giorgio a ora di cena commenta con frasi poco gentili quanto io ho cucinato: “che schifo, io non lo mangio, ma non c’è niente da mangiare”. Il motivo? Giorgio vorrebbe mangiare sempre e solo le cose che gli piacciono. Ma per sua sfortuna io continuo a cucinare cibi sempre diversi. Io proseguo per la mia strada e lui – evidentemente – con i suoi commenti per la sua 😉
    Noemi si cambia più volte al giorno e in casa è sempre vestita bene come se dovesse uscire… e dire che da sempre io e Sergio appena arrivati a casa ci cambiamo e indossiamo una tuta… forse non se n’è mai accorta 😉
  • Quale la cosa che ti fa più piacere?
    Gabriele è molto attento al mio umore e mi vuole sempre felice, se non lo sono si preoccupa e mi chiede cosa c’è che non va. Nei mesi in cui è stato in Canada per studiare questa è stata la cosa che mi è mancata di più.
    Giorgio è il più coccolone dei tre. Adora farsi accarezzare, massaggiare o come dice lui farsi fare le “grattatine” alla schiena. Gli dico sempre che la sua futura moglie dovrà essere all’altezza di questo impegnativo compito 😉
    Noemi adora stare di famiglia, tutti insieme: a guardare un film, a parlare, a giocare. Vuole che tutti stiano bene e siano felici e poi l’importante è stare tutti insieme.
  • Quando ti capita di vedere in loro gli stessi atteggiamenti  di quando erano piccoli?Gabriele da sempre adora la musica. La sua prima passione sono state le canzoni della Melevisione; oggi in casa non c’è mai silenzio, o sta cantando, o sta suonando, o c’è musica sul telefono.
    Giorgio da piccolo piangeva in modo forte e rabbioso; ora, quando qualcosa non va come vuole lui, ha scatti di ira, alza la voce e lancia improperi a tutti, senza eccezioni. Noemi quando era piccola si sporcava orrendamente mangiando. Abbiamo foto di lei con pappa ovunque. Anche ora non c’è pasto in cui non versi qualcosa: un bicchiere, un piatto, una salsa…
  • Quando ti capita di veder in loro quei segni che sono i germogli dell’età adulta?Gabriele parla spesso di politica, discute sui fatti del mondo e non si accontenta di ascoltare le posizioni degli altri ma approfondisce con proprie letture.
    Giorgio non si lascia condizionare da noi, vuole fare la sua strada, si arrabbia se non lo ascoltiamo con attenzione.
    Noemi parla e si confronta sulle situazioni di ingiustizia che la fanno soffrire, sceglie la sua strada e la segue.
  • Le grandi liti sono dovute a…
    Se non ricevono ascolto, se cerchiamo di influenzare le loro scelte, se li sgridiamo per lo studio o il mancato impegno, ci dicono che sono grandi e sanno loro come organizzarsi…
  • Il modo migliore per rappacificarsi è…
    Ascoltare ed essere ascoltati. Alla fine si possono avere pareri diversi ma se c’è ascolto e rispetto allora ci si sente tutti amati e torna la pace.
  • Da piccoli dicevano sempre:
    Gabri – “Succo, tette e Melevisione” era il massimo che si potesse avere: il biberon pieno di succo, le mani tra le poppe di mamma e alla tele Tonio Cartonio!
    Noemi – “Pancia Punc” era il nome della danza guerriera che faceva in mezzo al ‘campo da calcio’ domestico in mansarda dove i fratelli e il papà cercavano di giocare.
    Giorgio – “Non vedo Billo!” un modo geniale di dire che era buio in stanza tanto da non riuscire a vedere il suo orsacchiotto nel letto e non dire che aveva paura.
  • Ora dicono sempre:
    Gabri: “Siete fastidiosi” se appena litighiamo un po’
    Noemi: “Guardiamo un film tutti insieme?”
    Giorgio: “Noemi stai zitta” modo affettuoso per dire alla sorella che le vuole bene
  • Appena transitati nell’età adulta ti aspetti che diranno:
    Gabri: “Dove sono le chiavi dell’auto?”
    Noemi: “Dove sono le chiavi dell’auto? Non le avrà mica prese Gabriele??”
    Giorgio: “Dove sono le chiavi dell’auto? Non le avranno mica prese Gabriele o Noemi????”
  • Il vostro we in quattro righe
    Un delirio di accompagnamenti: in diurna a partite di calcio, scout, appuntamenti con gli amici; in notturna al recupero da qualche serata fuori. Tempo speso a cercare di ripristinare un minimo di ordine in casa: tra borsoni di calcio, abiti, scarpe, libri di scuola,…
  • Cosa ti auguri per loro, che sogni speri possano realizzare?
    Per Gabri che sappia trovare un lavoro che possa appagare la sua fame di giustizia.
    Per Noemi che incontri amiche/sorelle in grado di sostenerla e amarla sempre.
    Per Giorgio che possa esprimere la sua creatività arricchendo e portando bellezza nel mondo.
  • Ci regali un saluto?
    Essere madri/padri di adolescenti è un percorso difficile ma entusiasmante.
    Sono sicura che questi anni lasceranno in noi lo stupore di aver visto crescere i nostri uomini e donne e averli visti diventare speciali ma diversi da come noi li avevamo ‘pensati’.
    Ed è proprio questo ad essere fantastico.
    I nostri figli – se abbiamo lavorato bene – saranno autentici, autonomi e sapranno esplorare il mondo con tutta la loro unicità.
    Vi abbraccio tutte/tutti.

Epopea nello spazio di una riforma: la scuola lavoro. Una riflessione politica che politica non è. (Di Gregorio, l’inviato pigro)

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Nel 2015 è stata introdotta in Italia un’attività supplementare e complementare alla scuola italiana, ovvero la scuola lavoro, provvedimento che purtroppo è già entrato in pieno vigore (e con una baldanza che ha del demoniaco secondo gli esperti di meditazione oziosa comparata). I genitori potrebbero averne sentito parlare, soprattutto dai loro poveri figli tornati alla dimora famigliare verso le 19.00 di sera dopo un pomeriggio di duro e non retribuito lavoro.
In poche parole: ora tutti gli studenti dovranno svolgere 200 ore di “alternanza scuola lavoro” fuori dall’orario scolastico: pena la bocciatura alla maturità.

I presidi, svegliati dal loro sonno criogenetico, hanno organizzato quest’attività nel modo migliore possibile in pochi mesi. Ora mi accingerò a raccontare ciò che è accaduto agli studenti di un anonimo liceo Classico torinese.

Tirocinio in centri ospedalieri.
Si sa che la maggior parte degli studenti del Classico decidono di praticare medicina, ma i sondaggi dell’emerito Inviato Pigro hanno mostrato come, dal 2016, la scelta più in voga sia diventata il Dipartimento della Pastorizia. Le giovani cavie, dopo aver brancolato soli soletti per corridoi bianchi come il foglio protocollo a fine test, hanno pensato che il mestiere di medico in un ospedale italiano fosse monotono e abbastanza inutile, poiché sono riusciti a scorgere solamente l’ombra di un tirocinante di medicina, per poi scoprire che era un astuto fantoccio fabbricato dai medici della mutua. Di conseguenza hanno sfogato le loro inclinazioni mediche diagnosticando malattie di poco conto alle barbabietole del quartiere e ai piccioni con l’aviaria, finendo per allevare interi branchi di suddetti esseri. Il settore primario italiano sta per subire un brusco rialzo. Nell’anno scolastico 2016-2017 l’attività è stata riproposta, ma a quanto pare gli ospedali non hanno ancora aperto. Ferie natalizie.

Archivi: amore alla prima allergia
Mi capita spesso di vedere per i corridori ragazzi e ragazze pallidi, con strane mascherine al sentore di lavanda e occhialoni protettivi, mentre si recano in qualche sperduto archivio del capoluogo. Per definizione la parola archivio deriva dalle parole greche archè, ovvero principio, e ivios, aggettivo che letteralmente significa “di una caverna umida abbandonata nelle fogne più remote di Torino”. I Greci inventarono questa parola prevedendo tempi più bui per la razza umana. I malcapitati studenti ricevono il dubbio onore di ordinare in modo annalistico gli atti di interessanti convegni sull’importanza della disciplina nel secolo nuovo o le cronache della Torino medievale, scritte dal famoso quanto vetusto Manfredi del Disordino.

Attività di volontariato
Presso gli studenti sono le attività più in voga, sia perché possono essere svolte alla luce del sole (anche se qualcuno ha dovuto svolgere volontariato per i figli dei dipendenti di un archivio), sia perché permettono al proteo classicista di mettere in pratica anni di filosofia pedagogica imparata sui libri di Platone e di Rousseau. Ciò ha positivamente impressionato i responsabili del Sermig, del Gruppo Abele e di altri enti, ma la loro soddisfazione è stata di breve durata: ora sono assuefatti dalle critiche delle madri dei bambini che frequentano le attività di aiuto-compiti, poiché i loro pargoli hanno snocciolato, davanti alla maestra, non la tabellina del 7, ma la bibliografia e la critica essenziale delle opere di Petrarca.

Assistenza presso scuole medie
Su questo fronte gli studenti hanno dovuto affrontare un problema molto insidioso: la lontananza generazionale con i ragazzi delle medie. I ricordi di professori con corde vocali d’acciaio e di ragazzi già addestrati per imperituri tornei di rutti e morra cinese con scazzottata inclusa, quei ricordi di ginocchia lacerate dai pavimenti della palestra e di lavagne imbrattate sono impattati contro uno scenario ben diverso. Oggi ogni classe ha una LIM e i gessi sono spariti dalla circolazione, i truzzi modello sono quelli con i risvoltini e le t-shirt di Rovazzi, le ragazze invece di appiccicare le gomme da masticare sotto il bancone dei bidelli si allenano a diventare star di youtube. Gli studenti del Classico, pur combattendo come gli spartani alle Termopili, si sono dovuti arrendere all’esercito persiano che calpesta i loro piedi, troppo occupato a giocare a Pokemon Go per imparare dai più grandi ed esperti liceali.

Questa è solo una piccola parte delle attività di scuola lavoro, che vanno dalla sterilizzazione di amebe marine alla costruzione di piramidi fatte di Lego. Molti sono stati i dibattiti su tale riforma, ma gli esperti, adulti, si sono sempre astenuti dal chiedere l’opinione dei giovani assuefatti dalla polvere e dal ripasso della prova del nove.
Io ritengo che i disastri verificatisi in questi primi due anni, le delusioni professionali dei miei giovani coetanei siano dovute al mondo del lavoro. Siamo sinceri: voi grandi pensate veramente di riuscire a farci lavorare? Di poter raddrizzare quella nostra spina dorsale definita dagli psicologi “moscia e sciatta”? Di poterci ingannare con il pretesto dell’ alternanza scuola-lavoro?

Se non vi abbiamo già spaventati con le nostre doti professionali, è ora che tremiate dalla testa ai piedi. L’adolescente è intollerante al lavoro. E alla scuola. La scuola lavoro non può neanche concepirla.

Nota esplicativa
Ho svolto e sto svolgendo l’attività di scuola lavoro. E’ proprio fastidiosa.
Ha però un lato positivo: mia nonna, conoscendo le mie fatiche e vedendomi così emaciato dal lavoro d’archivio, ha raddoppiato le dosi di lasagna. Una soluzione c’è sempre, solo che spesso fa ingrassare.

The “interviù”: Rosy

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Rosy: due cani, una voliera piena di energici uccellini, un manipolo di tartarughe, un  laghetto pieno di pesci di cui non si conosce più il numero preciso, un marito decisamente paziente e last but not least… tre figlie decisamente adolescenti!

Dimenticavamo, non una ma due carriere o meglio un mestiere impiegatizio diurno e una passione-studio nei week end: l’aloe! Esperta dei benefici di questa potente pianta ne dispensa a tutti quanti capitano a tiro, sperando che serva anche un po’ a tener a bada le ondivaghe emozioni di una  prole richiestiva e tutta al femminile: Giorgia, Alice e Daria.

Amante di tutto quanto è naturale ha chiamato le dolci cagnette col nome di due fiori: Iris e Daisy. A guardar bene la brillantezza del loro pelo ci viene un sospetto: quanto aloe bevono al giorno? Mamma Rosy avrà certamente trovato il modo di somministralo anche  loro.

Molta energia, tanta condivisione, un bel po’ di allegria sembrano esser gli ingredienti della sua famiglia, ah dimenticavamo… due gocce di aloe, essenziali per una perfetta riuscita!

Ecco la sua “Interviù”!

  • In quale momento hai compreso che l’infanzia era finita?
    Quando ci siamo ritrovati all’improvviso soli nei week end o ad uscire senza loro; Giorgia e Alice hanno 18 mesi di differenza: se stava a casa una l’altra la seguiva a ruota. Senza genitori è più divertente e spesso con loro anche la piccola…
    All’inizio può sembrare bello, ti ritrovi ad assaporare quel senso di libertà… ma in fondo cosa c’è di più bello di una famiglia in continuo movimento?
  • Descrivi ciascuno dei tuoi figli in una frase:

    Giorgia 19 anni: la patatona di casa, dolce e affettuosa sempre pronta a stringerti in un abbraccio
    Alice  17 anni: dall’apparenza fredda, nordica coi capelli rossi, sempre in movimento.. difficilmente parte da lei ma… se riesci a stringerla in un abbraccio è facile che si sciolga!
    Daria 12 anni: ha iniziato a parlare tardi, probabilmente le sorelle parlavano  per lei, ora non sta zitta un attimo;  in casa per me è Polpetta… per il resto della family  è Vodafone (tutto gira intorno a te!)

  • Qual’è la cosa che fanno regolarmente e ti fa più arrabbiare?
    Sarebbe meglio dire la cosa che non fanno regolarmente… vale a dire tenere in ordine la loro stanza,  a volte sembra scoppiata una rivoluzione… io ci ho rinunciato, passo mezza  giornata a mettere in ordine e poi… non dura neanche 10 minuti (poi ci sono le parolacce per fortuna ”non regolarmente”)

  • Qual’è la cosa che ti fa più piacere?
    Adoro soffermarmi a parlare con loro, la vita frenetica a volte ce lo impedisce, abbiamo sempre i minuti contati  ma quando accade e si aprono e si confrontano è meraviglioso!

  • Quando ti capita di vedere in loro gli stessi atteggiamenti di quando erano piccoli?Giorgia scoppia a piangere proprio come quando era piccola… basta poco magari nei momenti in cui è più stanca o nervosa per qualche motivo e da una parola in su fiumi di lacrime…
    Il motto per Alice é “la miglior difesa è l’attacco”, è sempre stato così… credo di aver detto tutto.
    Daria, molto più simile a Giorgia caratterialmente, tiene il broncio, ma è ancora piccola per certi versi

  • Quando ti capita di veder in loro quei segni che sono invece i germogli dell’età adulta?
    Sono molto indipendenti, e direi anche responsabili!  Pur studiando ancora sono sempre alla ricerca di lavoretti per potersi guadagnare qualcosa (Giorgia è già la seconda estate che si trasferisce 3 mesi al mare per lavorare,  Alice ha iniziato quest’anno e spesso lavora anche nei week end). La piccola invece arriva a casa e si prepara il pranzo in autonomia! E spesso prepara dei bei pranzetti anche per tutta la famiglia!

  • Le grandi liti sono dovute a…
    Alle loro risposte, certe volte esagerate!! E naturalmente rispondono male a me!!
    La mancanza di rispetto mi fa andare fuori di testa! Col papà non ci provano… 

  • Il modo migliore per far pace è…
    Stringersi in un abbraccio.

  • Da piccoli dicevano sempre:
    mamma!!

  • Adesso dicono sempre:
    mamma!!

  • Appena transitate nell’età adulta ti aspetti che diranno:
    avevi ragione… tra l’altro è già capitato!

  • Cosa ti auguri per loro, che sogni speri possano realizzare?
    Il mio sogno più grande per loro: che siano felici e innamorate della vita!

  • Il vostro week end in quattro righe
    Fino a qualche anno fa: sveglia, colazione, un po’ di compiti e via da qualche parte… mare d’estate, montagna d’inverno con cani al seguito.
    Adesso: sveglia, colazione, un po’ di compiti e via da qualche parte ma solo con Daria e le bassotte, le altre spesso e volentieri non ci sono (ah questi  fidanzati lontani!!!..)

  • Qual’è il miglior consiglio che ti ha dato qualcuno a proposito di adolescenza?Ricordo di una volta in cui mi è stato detto di sopravvivere… all’epoca ho trovato la parola terrificante (se ci penso non è così sbagliata… ma negoziare mi sembra più appropriato!

  • Scrivi una domanda a cui ti piacerebbe rispondere… e poi rispondi 🙂
    Cosa vorresti fare da grande?
    Sicuramente la maestra e poi la mamma…
    Per un po’ ho fatto la maestra d’asilo… poi sono diventata anche mamma!!! Meglio di così!

  • Ci regali un saluto?
    È la stessa frase che ripeto spesso anche a loro…”Il segreto per vivere felici è innamorarsi della vita ogni giorno”

Anno nuovo!

View More: http://ceciliakphotography.pass.us/simona_francesca

Anno nuovo, appunto.
Tempo di buoni propositi, lunghe liste… che presto perderemo da qualche parte. Che anzi le abbiamo già perse, senza gran dispiacere peraltro, così, pazienza se non l’abbiamo seguita.
Al 10 del mese la mia l’aveva già mangiata il gatto. Che peccato.

Ma è anche tempo di rinnovamento e di restauri.
E così, voilà, stiamo facendo il nostro sito ancora più portentoso. Qui sopra una piccola anticipazione, l’avrete notata!

(Veramente a proposito di restauri, dovremmo ringraziare Cecilia, per ‘sto mezzo miracolo!)

E il gatto mangiatutto che ronfa sul sofà l’avevate notato?!

Adolescenti vintage

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Alessandra

Eccomi qui, ad una festa di carnevale degli anni ’80.
Costume da sciantosa, questa foto rappresenta proprio come vedevo il mondo allora: feste, risate, amici.
Sciantosa con un cuore rock, aspettavo che mettessero i Rolling Stones o Tina Turner, che erano le mie passioni, per ballare scatenata.
Col gruppone di amiche si usciva tutte insieme e immaginavamo che il futuro sarebbe stato sempre così, con i nostri pensieri di indipendenza e libertà da qualunque vincolo.
Ci sembrava di essere molto moderne, ma se confronto gli orari e la libertà che hanno adesso gli adolescenti noi eravamo delle santarelle.
Io partecipavo a tutto quello che era creativo: corsi di teatro, pittura, decorazione, che probabilmente mi aiutavano nei momenti di crisi cosmica adolescenziale.
Devo dire comunque che ancora adesso, vergognandomi un po’, quando sento quelle vecchie canzoni ballo ancora come allora…
Breve bio: Alessandra è indubbiamente la più invidiata di tutte le amiche.
L’espressione dolce del volto e i tratti giovanili le sono rimasti cuciti addosso tali e quali nonostante per tutte noi sia accaduto un mutamento cutaneo. Non sempre in meglio. Essendo simpatica e gentile ahimè non si può non volerle bene.
Creativa, allegra e flessibile come un tempo, oggi mette in campo le sue doti con due ragazzi pieni di adolescenza, il mestiere di architetto, mille hobby ed un marito che per lavoro ha sempre viaggiato molto.
Pare che come madre, anche lei, sappia urlare come una belva, ma noi, facendo uno sforzo e pensandola preda di un raptus, non possiamo che immaginarcela tutt’al più mentre canta a squarciagola “I can’t get no satisfaction”!